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Federico II

Federico II

FEDERICO II TRA ORIENTE E OCCIDENTE

di Ulderico Pesce

con Ulderico Pesce, Eva Immediato, Eleonora Santoro, Lara Chiellino, Roberta Langone, Marianna Ferraro, Mariagrazia Latronico e i musicisti Giovanni Catenacci, Giuseppe D'Amico, Stefano Lagatta, Gianmarco Leccese, Mario Telesca.

La “monnezza” assilla l’Italia e si fa un gran parlare di discariche, raccolta “differenziata”, e traffici illeciti di rifiuti. Dopo aver dedicato uno spettacolo a questo problema: “Asso di monnezza”, mi sono chiesto se esistessero discariche nell’antichità dove, personaggi storici importanti, avessero potuto “gettare” i loro rifiuti. La ricerca mi ha portato in Basilicata, nel Castello di Lagopesole, fatto erigere da Federico II, dove alcuni archeologi dell’Università di Napoli hanno portato alla luce i rifiuti della discarica che hanno permesso di ricostruire le abitudini alimentari della corte Normanna, Sveva e Angioina.
I dati emersi sono molto interessanti. Dagli avanzi di cibo della Corte Sveva di Federico II si evince che non si cibavano di sola carne di cervo, pollo e cinghiale, com’era nella tradizione medievale occidentale, ma anche di anguille, alici, ostriche e altri vari pesci, prevalentemente cucinati nella tradizione islamica. Sono stati trovati inoltre resti di salsiere e vetri arabi.
Nel 1229 l’imperatore svevo parte per la crociata in “terra santa” grazie alla quale, al ritorno, porta in Italia, oltre ad alcuni importanti esponenti della cultura islamica quali matematici, astronomi, poeti e musicisti, anche una nuova abitudine alimentare.

La sintesi è che nell’area lucana in cui domina il Vulture, area dove Federico II fece erigere oltre al castello di Lagopesole, residenza di caccia, anche quello di Melfi, si è realizzata “in cucina”, oltre che a corte, un esperimento di interculturalità che oggi in Italia stenta a decollare.
Il protagonista dello spettacolo è Berardo, il cuoco di Federico che, parla con i suoi servi e racconta, attraverso le pietanze che prepara, provenienti anche dall’Orientale, i nuovi incroci culturali.
Il lavoro è ambientato a Melfi, la notte del 21 marzo del 1231 quando Federico II emana le Costituzioni di Melfi, il più “alto atto giuridico del Medioevo” in cui si aprono prospettive moderne.
Per la prima volta tutto il Regno delle Sicilie ebbe una sola legislazione grazie alla quale si anticipava la creazione dello “stato moderno”; per la prima volta veniva scritto in una legge che le varie etnie e le varie religioni sono di pari dignità; per la prima volta si punisce il reato contro l’ambiente con la morte e ancora, per la prima volta, viene punita la violenza sulla donna, anche se prostituta. Nello spettacolo saranno eseguite dal vivo musiche e canti tradizionali che attestano la presenza, in quest’area della Basilicata, di varie etnie, varie culture e varie religioni: ebraica, arbëreshe, araba, greco-ortodossa, cattolica, che hanno saputo vivere nel rispetto reciproco.

 

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